Ottavio
Monini, perchè donna fortissimamente donna? Perchè i suoi obiettivi
vedono solo al maschile e con
queste ottiche si è creato una nicchia nel firmamento
della fotografia disdegnando qualsiasi altro genere fotografico.
Bene, le immagini funzionano, la platea lo segue, lo
studio macina immagini ed il nome corre.
La sera la "corte" pullula di fanciulle in fiore provenienti
particolarmente dalle fredde terre dell'est con scarpe
basse, pantaloni e maglietta, quindi lui, l'Ottavio di
Pescara le accoglie, le plasma, le trasforma in autentiche
dame aprendo loro le porte dell'immagine. Da qui il passo verso Roma e
Milano è breve.
Le sue dame dell'est vanno verso lidi più industriali e Monini soddisfatto ricomincia.
Un pò come tutti i fotografi talent-scout!
Ottavio
Monini, why woman...strongly woman? Because
his lens see only manly and with these optics he created his niche in the
firmament of photography avoiding other way to shoot. Well,
the images run, the stalls follow him, the studio grinds images and the
name flies away.
In
the evening the "court" pullulate of young girls in bloom coming
in particular from the cold East lands wearing low-heeled shoes, trousers and
t-shirts, so He,
the Ottavio of Pescara receive them, mould them, turn them into
authentic ladies, opening to them the doors of the image. From
here the step to Rome and Milan is short: his ladies from the East go to more
industrials lands and Monini, satisfied, start again like every
talent-scout photographer!
Ottavio Monini
nasce (alcuni anni fa) a Pescara e sin da piccolo manifesta chiaramente la sua smodata passione
per le donne (meglio se nude), le automobili di grossa cilindrata
e la fotografia glamour.
Quest'ultima diventerà la sua professione una volta raggiunta la
maggiore età,
ma Ottavio continuerà, in segreto, a coltivare un hobby insolito e assai
curioso:
l'impiegato di banca.
Ottavio viene introdotto nell'ambiente dei fotografi professionisti dal famoso
Arturo Marzullo detto "il Pinturicchio" in onore del
celebre artista dell'area di rigore:
insieme a lui scoprirà tutti i segreti della Nikon F, la sua
prima macchina fotografica,
smontandola pezzo per pezzo e poi buttandola perchè impossibile
da rimontare.
I primi anni della professione sono assai duri; Ottavio vive in
un sottotetto modestamente
arredato, sempre in bolletta, soprattutto perchè i già magri
guadagni vengono tutti spesi per acquistare macchine fotografiche di cui deve scoprire ogni
segreto.
La sua vita, però, cambierà radicalmente grazie ad un incontro
folgorante quanto inaspettato: una grigia e fredda mattina di qualche inverno fa, bussa alla
porta del suo umido sottotetto Mimì, fanciulla minuta e diafana dell'apparente età di 47 anni,
minata dalla tisi,
il male del secolo (scorso).
Lui resta immobile, incredulo,
sgomento ed anche un pò scazzato
per essere stato svegliato alle 10 del mattino, ma lei è bella,
dolce, indifesa e chiede solo uno sciroppo per placare la tosse devastante.
Ottavio la prende per mano e l'introduce nel suo misero ma
confortevole rifugio; nel fare ciò
pronuncia una frase che rimarrà scolpita nella storia della
fotografia moderna:
"che gelida manina, se la lasci riscaldare...".
Mimì si commuove per la premura e per la gentilezza del bravo
giovane, ma deve precisare,
per amor di verità, che la manina è fredda perchè di
duralluminio.
Mimì vuole assolutamente sdebitarsi e perciò accetta di farsi
fotografare in desabillé:
questa decisione segnerà la fortuna di Ottavio Monini ed il
decesso della fanciulla, colpita
da subitanea e fulminante polmonite nel freddo glaciale della
misera mansarda.
Il nostro diventerà ben presto il caposcuola del "dark
glamour", guadagnando una cospicua
somma con la cessione del copyrigh delle foto alla nota rivista
"Frattaglie d'autore".
Oggi Ottavio vive in un lussuoso superattico arredato in stile
liberty, in un sobborgo di
Francavilla al Mare, continuando a coltivare il suo hobby di
impiegato bancario.